Con pochi mesi rimasti alla fine del 2026, la domanda torna ogni anno: chi sarà l’ultramaratoneta dell’anno e quale prestazione conterà di più nell’ultra femminile nordamericano. L’articolo sottolinea che i votanti devono distinguere tra un insieme di risultati già straordinari e, soprattutto, un futuro prossimo ancora pieno di gare.
Tra le candidature, Courtney Olsen si distingue per la vittoria ai Mondiali IAU 100k nel 2026. L’autore indica che questo risultato dovrebbe essere considerato tra le migliori prestazioni dell’anno tra le donne, rendendolo una scelta naturale per la discussione fin da ora.
Il testo mette poi in primo piano Rachel Entrekin con il suo successo alla Cocodona 250 Mile nel maggio 2026, presentato come una vittoria storica che ha segnato il trail. L’articolo nota anche che la sua visibilità è aumentata grazie a passaggi su ESPN e Good Morning America. Ma alcune critiche ricordano che la gara, ancora giovane, non ha attirato il livello di competizione visto in altri eventi.
Jenn Lichter è inoltre messa in risalto per le sue 100 miglia al Western States 100 nel 2026, dove batte un record correndo per la prima volta sulla distanza. L’articolo precisa il suo crono e ricorda che la performance è arrivata durante una gara con un freddo importante, che costituisce la principale riserva citata nel testo.
Infine, Megan Eckert viene citata con una performance di sei giorni ai Campionati del mondo EMU-GOMU 6-Day in Ungheria. L’articolo indica che completa un percorso di circa 900 metri per sei giorni, totalizza oltre 636 miglia e stabilisce sia un record mondiale sia un record americano. Tuttavia, le critiche sottolineano che l’evento viene disputato raramente e non mette sempre insieme i migliori competitori.