Dalla sua uscita, l’Alphafly si è imposta come una scarpa iconica di Nike per la competizione sulla maratona. Il marchio si basa su una combinazione di schiuma, piastra in carbonio e unità Air Zoom. Con la quarta generazione, l’azienda conserva questa architettura cercando però di rendere la piattaforma più accessibile e più facile da sfruttare da un numero più ampio di runner.
L’Alphafly 4 si inserisce anche in una storia di riferimenti sulla maratona. Il testo ricorda che nel 2019 Eliud Kipchoge aveva realizzato un tentativo non omologato con un prototipo, diventando il primo uomo a scendere sotto la soglia delle due ore sulla maratona. Più recentemente, si parla di aprile, quando due uomini corrono una maratona ufficiale in meno di due ore.
Nike presenta l’Alphafly 4 come una scarpa pensata per gestire meglio la fatica lungo lo sforzo. Il marchio insiste sull’efficienza e sulla conservazione dell’andatura quando la fatica si fa sentire, con un focus annunciato sulla seconda metà della maratona. Per riuscirci, vengono annunciati diversi componenti come rivisti.
Tra le novità, il marchio annuncia un 10 % di ritorno di energia supplementare e un peso ridotto. L’evoluzione della schiuma ZoomX LT viene inoltre dettagliata: fino al 17 % più leggera rispetto alla ZoomX classica, con un 8 % di ritorno di energia supplementare. Il testo menziona anche una suola Fast Shot per l’aderenza limitando il peso, oltre a due unità Air Zoom nell’avampiede.
Per la commercializzazione, l’Alphafly 4 arriva in due tempi. Il testo indica una proposta in quantità limitate a partire dal 17 settembre su nike.com, poi una disponibilità più ampia il 29 ottobre sul sito di Nike e in alcuni punti vendita. Il prezzo annunciato è di 279.99€, con un’altezza di stack di 39 mm sul tallone e 31 mm sull’avampiede, per un drop di 8 mm (M10).